![]() |
|||
|
La
storia |
|||
COME
E’ NATA L’IDEA DI REALIZZARE UN ALBERGO? E’
nata molto semplicemente. Avevo una casa molto piccola, un luogo dove
prendere residenza con la mia famiglia. In quegli anni lontani la mia
attività era quella del pescatore. Ho pensato che potevo fare
l’albergatore, e così ho cominciato a ingrandire anno dopo anno la
mia piccola casa. QUANTE
STANZE AVEVA L’ALBERGO ALL’INIZIO? Allora
comprendeva solo sei stanze. Ogni due o tre anni appena pagato il debito
fatto ne facevo un altro e in questo modo si poteva sopraelevare e
allargare la costruzione. In questo modo, lentamente, ma con costanza,
siamo giunti all’Hotel attuale. COME
ERA IL PAESE A QUEL TEMPO? A
quel tempo era un paese molto piccolo, viveva solo dei proventi della
pesca, ma negli anni successivi nel porto iniziarono ad entrare barche
più capienti che permettevano una pesca più efficace. Poi è esploso
il turismo che diventò una attività fondamentale. QUALE
FU LA SUA PRIMA ATTIVITÀ? La
mia prima attività è stata, come ho già detto, quella del pescatore.
Mi ricordo che andavo in mare alla notte e ritornavo a casa la mattina
presto. Si portava il pesce al mercato, successivamente si riparavano le
reti e dopo un po’ di riposo, alla sera, si ripartiva e così di
seguito. Successivamente sono subentrato a mio padre nel controllo del
faro e così contemporaneamente mi occupavo di questo e della casa poiché
iniziavano ad arrivare i primi turisti. Così si sviluppava la mia
attività ma del modo di condurre l’albergo sono ancora debitore a mia
moglie Sara che mi ha fatto padre di due figli, Giuseppe ed Annamaria. QUANDO
E’ INIZIATO IL LAVORO DELL’ALBERGO ? Ho
intrapreso l’attività alberghiera nel 1950. Ho iniziato, per
precisare, il 13 giugno del 1950, già con un certo numero di clienti.
Non c’era la corrente elettrica e ci siamo adattati con la lampada a
petrolio e con le candele sui comodini delle camere. C’era un bagno
per tutti e si serviva in tavola alla buona, come in ogni posto di
campagna. COME
ERA L’ ATTIVITÀ DI PESCA IN LAGUNA ? Alcuni
pescatori vivevano in laguna nei caratteristici casoni fatti di canna e
paglia dove mangiavano e dormivano. Praticavano la pesca di laguna che
fruttava anguille, cefali, branzini ed orate. Tanti nel periodo
autunnale, allora il paese era piccolo, vi portavano anche la famiglia e
rientravano nel periodo natalizio perché lì faceva troppo freddo. QUALE
E’ IL FUTURO DELL’ALBERGO ? Il
futuro è nelle mani di mio figlio Beppino perché noi, mia moglie Sara
ed io, ormai abbiamo una certa età e voglia di riposare. COME
HA INIZIATO L’ATTIVITÀ BEPPINO ? Con
gradualità ha cominciato a fare il cameriere poi ha iniziato ad
occuparsi della contabilità, registrazione e della compra – vendita.
Ora dirige un po’ tutto, rappresenta il cuore dell’azienda. Questo
è giusto perché lui è giovane mentre noi diventiamo ogni giorno che
passa sempre più vecchi. Da parte mia, cerco di aiutarlo in quello che
posso, sono sempre pronto a comperare i pesci, pulirli, prepararli,ma
poi il resto lo deve fare lui. ORA
CHE COSA SI STA COSTRUENDO ? Un
esercizio alberghiero non è mai terminato. Bisogna dare per avere.
Verso la spiaggia è stata costruita una terrazza che si allunga verso
il mare, proprio in vista della Madonna dell’Angelo, a cui i pescatori
sono da secoli devoti. Proprio poco tempo fa la statua è stata portata
in processione per le vie del paese. E’ passata anche per la campagna
e sulla laguna con la barca riccamente addobbata per l’occasione. ED
ORA QUALCHE DOMANDA A BEPPINO GUSSO QUALI
SONO I TUOI RICORDI DELL’ALBERGO ? I
primi ricordi risalgono all’età in cui ero bambino. Allora si
trattava di una pensioncina, una locanda dove per confezionare il pasto
ai clienti si usava il pesce che pescava mio papà in mare. Mi ricordo
che si cucinavano i primi piatti tradizionali della cucina veneta. QUALI
ERANO PRINCIPALMENTE QUESTI PIATTI ? I
risotti con fegatini, risi e bisi, riso e patate, spaghetti con vongole,
al ragù, al pomodoro. Anche il pasticcio facevamo ma non era un piatto
nostro. Di tipico avevamo le varie zuppe contadine oppure il broetto. In
seguito ci siamo adeguati un po’ alla ristorazione nazionale ed
internazionale, la pensioncina si è trasformata progressivamente in
albergo con tutti i suoi servizi. Ma la cucina rimane il centro della
nostra offerta. IL
FUTURO DELL’ALBERGO QUALE SARA’ ? Sarà
quello di renderlo sempre più accogliente e di offrire quei servizi che
ci permettano di allungare la stagionalità anche nel periodo intermedio
di primavera-autunno costruendo magari una piscina coperta, una sauna,
la palestra e tutte quelle strutture che sono necessarie per fare
arrivare il turista a Caorle e farlo rimanere senza stancarsi. ADESSO
QUANTO E’ LUNGA LA STAGIONE ? Adesso
è già di sei mesi. Siamo riusciti a portarla da aprile alla fine di
ottobre e questo costituisce già un buon risultato. Però si potrebbe
allungarla di un mese e forse più creando delle infrastrutture
adeguate. GLI
ULTIMI LAVORI CHE COSA RIGUARDANO ? Riguardano
l’ampliamento del bar e dei balconi. Infatti gli ospiti non vanno
sempre in spiaggia, vogliono prendere il sole anche sui balconi della
camera. Cerchiamo, in definitiva, di rendere sempre più confortevole il
soggiorno delle persone che ci vengono a trovare. NELL’OFFERTA
TURISTICA COMPLESSIVA COME SI CARATTERIZZA QUESTO ALBERGO ? Nell’offerta
turistica locale noi siamo a livello medio – alto e dobbiamo anche
essere un po’ attenti perché, considerando che siamo un tre stelle,
non è sufficiente fare una variazione di prezzo per giustificare una
migliore qualità. Chi non ci conosce non sa che cosa offriamo e quindi
dobbiamo fare una promozione adeguata che ci permetta di qualificarci. CHE
PROVENIENZA HANNO I TURISTI ? Noi
abbiamo il 60% di turisti che sono italiani ed il 40% che sono
stranieri. La maggior parte dei nostri turisti provengono dal Triveneto
e Lombardia, per quanto riguarda gli Italiani, invece gli stranieri sono
tedeschi, austriaci ed inglesi con minoranze di svizzeri, francesi e di
altre nazioni. CI
SONO RICORRENZE? I
27 settembre del 2000 voglio fare una bella festa per festeggiare i 50
anni non dell’albergo vero e proprio ma del tempo che Toni e Sara
hanno trascorso là dentro. Il 13 giugno 1950 sono entrati in una
casetta con il lumino a petrolio e l’acqua del pozzo. Voglio fare
questo per ricordare il loro lavoro, fatiche e preoccupazioni. Quali
sono i progetti futuri? A livello comunitario è stato finanziato un grande Piano di lavori tra i quali è previsto finalmente il sopravanzamento verso il mare della passeggiata di levante, così l’Hotel Sara troverà lo spazio per dotarsi, proprio sul frontemare, di importanti attrezzature per lo sport e l’intrattenimento dei propri ospiti. Il futuro sarà quello di un albergo che oltre alla sua squisita ospitalità riuscirà a raggiungere piena unitarietà e grande qualificazione nelle strutture. L’Hotel Sara parteciperà, insieme al Comune di Caorle, al progetto di ristrutturazione di Piazza Veneto, Piazza sulla quale l’Hotel Sara prospetta, allo scopo di costruire un’autorimessa interrata con un congruo numero di posti auto pertinenziali. Sarà la definitiva soluzione del problema dei parcheggi e la disponibilità dell’area scoperta ora usata dalle auto per l’ubicazione di una piccola piscina coperta riscaldata. Nel futuro c’è la ristrutturazione e l’ampliamento della sala da pranzo, una grande ristrutturazione con spostamento e potenziamento della cucina, la realizzazione della piscina coperta e dei nuovi spazi di soggiorno integrati con il bar e con il frontemare. Ulteriore potenziamento della struttura ricettiva e crescita di una nuova immagine, più poderosa, verrà dalla possibilità di sopraelevazione dell’edificio verso Piazza Veneto prevista dalla Variante Urbanistica di Settore, adottata dal Comune di Caorle ed approvata dalla Regione Veneto. La strada da percorrere porterà lontano dalla casetta con lumino a petrolio e acqua di pozzo in cui il 13 giugno 1950 sono entrati Toni e Sara. Quella casetta ora è l’Hotel Sara e quella data è da ricordare con enfasi particolare, per celebrare il lavoro; le fatiche, le preoccupazioni che hanno accompagnato Toni e Sara fin qui, in cinquant’anni d’impegno. Cinquant’anni che si compiono esattamente nell’anno giubilare 2000, nel cambio di secolo. Cinquant’anni che meritano una grande festa e questo pur modesto libricino, per provare a raccontare i fatti e le persone, con le parole e con le immagini. Effettivamente non sono i cinquant’anni dell’albergo vero e proprio ma sono i cinquant’anni del tempo che Toni e Sara hanno trascorso in questo luogo, preparando ciò che ora apprezziamo e che resta nostro impegno far crescere convenientemente. Quella di settembre 2000 sarà una grande festa dedicata a Toni e a Sara e celebrerà quest’evento così significativo agli occhi di tutte le persone vicine.
|
Fu grande festa quel giorno del lontano 1952 in tutto il paese! Sara e Toni andavano sposi e passavano per il villaggio sorridenti. Avevano coronato il loro sogno d’amore dal quale sarebbero nati Beppino ed Annamaria. |
||
|
Nel giugno del 1953 Toni stringe orgoglioso le sue donne, la moglie e la mamma Maria, di fronte a quel mare che gli donò lavoro e possibilità di vita. |
|||
|
Toni
nel 1953 mostra i magnifici frutti di una giornata di pesca. |
|||
|
Nel
1953, sotto gli sguardi fieri dei nonni, il piccolo Beppino è fra le
braccia della madre. |
|||
|
Nel 1955,
all’ombra del campanile della Madonna dell’Angelo, Toni lavora con
le reti. |
|||
|
Nell’agosto
1958 la casetta che sarebbe diventata il Sara Hotel aveva certo
dimensioni modeste ma dentro pulsava già la vita che Sara e Toni vi
sapevano infondere.. |
|||
|
La barca, le
reti ed il mare nel 1960 quando le “caorline” solcavano
orgogliosamente l’acqua tracciando scie luminose. Un momento serale
con Toni che ripara le reti e Beppino accanto a lui. |
|||
|
Nel 1961,
quando tutto il paese si andava sviluppando, anche la pensione Sara si
affaccia con dignità sul lungomare. |
|||
|
Ecco la
pensione come si offriva all’ospite nel 1968. |
|||
|
La spiaggia è più stretta nel 1970 e l’albergo già si presenta come una nota inconfondibile del lungomare. |
|||
|
Nel 1975
l’albergo con la spiaggia collegata direttamente con l’hotel. |
|||
|
L’Hotel Sara
si è sempre distinto per la qualità della sua offerta enogastronomica
nella quale trionfa il pesce di ogni specie come vediamo in questa
fotografia. |
|||
|
E’ bella per
l’occhio questa composizione di pesci e crostacei. Il Sara Hotel ti
prende per la gola con i suoi piatti squisiti che hanno il profumo del
mare. |
|||
|
Una foto del
1978 quando il timone della casa era ancora saldamente nelle mani di
Toni e Sara. Beppino incominciava allora a fare il cameriere. |
|||
|
1979
Beppino serve a tavola come cameriere i propri clienti. |
|||
|
Il papà Bepi e
la mamma Maria, genitori di Toni, erano una vera istituzione per
l’albergo. La foto è del 1980 quando vennero festeggiati per il loro
lavoro. |
|||
Beppino, la sorella Annamaria, alla sua destra, e le belle cameriere in una fotografia del 1982. |
|||
Le occasioni di
attività sportive non mancano certo al Sara Hotel. In una foto del
1985, il seguitissimo torneo di bocce. |
|||
|
Sara è la vera anima dell’albergo. La vediamo nel settembre del 1987. |
|||
|
Nel settembre
1987 Toni con un bel pesce che renderà felici i clienti. |
|||
Una dolce
immagine del settembre 1987 nella quale i coniugi Gusso si guardano
negli occhi gaiamente come nella loro gioventù fatta di sacrifici ma
anche di soddisfazioni ed amore. |
|||
Presenza fissa
nelle serate festose del Sara Hotel sono i Leoni di San Marco che
riscaldano l’atmosfera con buona musica e tanta allegria. Qui li
vediamo in una esibizione del 1995. |
|||
Il Sara Hotel
è da sempre stato punto di incontro e luogo privilegiato di varie
iniziative. Qui vediamo il Sindaco di Caorle Luigino Moro, mentre riceve
dalle mani di Beppino, nel 1998, una bella targa. |
|||
![]() |
|||